Home Il sano cammino La Parola del giorno 2 luglio – Vangelo (Mt 8,18-22) Seguimi

2 luglio – Vangelo (Mt 8,18-22) Seguimi

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

 

Meditiamo

Movimento Apostolico – rito romano

Uno può decidere se accogliere o non accogliere la vocazione che viene dal cuore di Dio, manifestata per mezzo del cuore di Cristo, suscitata per ispirazione dello Spirito Santo. Le modalità, le vie, le forme della sequela di Cristo Gesù mai potranno appartenere alla libera scelta del chiamato. È sempre Dio che le determina e le stabilisce. È sempre Cristo Gesù che deve rivelarle al cuore e alla mente.
Su questo argomento occorre che noi diciamo una parola forte, chiara, inequivocabile: abbiamo noi la volontà di dire sì o di rifiutarci, Possiamo accogliere l’invito o declinarlo. Questo è nelle nostre facoltà. La facoltà che non abbiamo, mai dovremo avere, mai pensare di avere è questa: scegliere noi le vie, le forme storiche per l’attuazione della nostra vocazione. Questa facoltà ci è stata tolta in eterno. Non ci appartiene.
Questo deve significare per tutti che dal momento in cui uno accoglie di seguire Cristo Gesù, sempre, perennemente, ogni giorno, deve mettersi umilmente in preghiera e chiedere a Gesù che sia Lui a manifestare, rivelare, ispirare vie e forme storiche per dare attualizzazione e vita alla nostra vocazione. Deve umilmente prostrarsi dinanzi allo Spirito Santo e chiedere che sia sempre Lui a suggerire ciò che oggi è via santa per vivere la missione di salvezza che è legata alla vocazione.
Certo, i tempi cambiano, gli uomini avanzano nella storia, progrediscono, camminano. Le forme storiche non possono rimanere invariate per i secoli dei secoli. Sarebbe questa una vera contraddizione. Dovremmo servire un essere storico con forme non più storiche, perché appartenenti ad un passato che ormai non esiste più.
Le forme devono cambiare, è giusto che cambino, è opportuno e salutare trovare quelle giuste, del tempo, della contemporaneità con gli uomini. Chi deve però suggerirle non dovrà mai essere il nostro cuore, la nostra volontà, i nostri desideri. Questa mansione, o ministero, o compito, appartiene solo a Cristo Gesù e allo Spirito Santo, i soli due Interpreti e Conoscitori della volontà del Padre e della sua eterna Sapienza. La comunione di preghiera con Cristo e con lo Spirito Santo è la via per giungere e possedere una scienza delle forme storiche della vocazione, attuali e vivibili per i nostri tempi, per ogni ora della nostra vita.
Oggi Gesù dona due forme che sono eterne, che mai potranno essere modificate, perché non sono modificabili: chi si offre a Gesù per la missione della salvezza si deve dimenticare anche del corpo e di ogni esigenza di esso. Al corpo pensa il Padre. È la sua Provvidenza che lo prende in custodia ed è sempre essa che lo cura, lo nutre, gli offre quanto è necessario perché possa sempre vivere la missione di salvezza. L’altra regola è questa: chi si offre al Signore non deve più appartenersi neanche quanto a sentimenti e desideri, anche giusti e santi. Sentimenti e desideri dovranno essere consegnati a Cristo Gesù. Sarà Lui a provvedere ad essi. Sarà Lui a realizzarli. Il come non ci è dato di conoscerlo. Noi realizziamo i suoi sentimenti e i suoi desideri di salvezza eterni e divini, Lui realizzerà i nostri sentimenti e desideri umani, in modo che niente di quanto avremmo potuto fare noi verso gli altri venga tralasciato.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, dateci questa verità santa.