Home Il sano cammino La Parola del giorno IL GRANELLINO di padre Lorenzo (Mt 7,6.12-14)

IL GRANELLINO di padre Lorenzo (Mt 7,6.12-14)

IL GRANELLINO🌱
(Mt 7,6.12-14)
Spesso si sente dire, almeno nel napoletano: “Ora si da la laurea a cani e a porci! Ora mi viene da dire che, per un senso di buonismo, nella Chiesa diamo le cose sante e le perle (i sacramenti) a cani e a porci, cioè a persone che di cristianesimo non hanno proprio niente e che, pur professandosi cattolici, sono ostili al magistero della Chiesa. Il comando di Gesù di non dare le cose sante e le perle ai porci è anzitutto rivolto a noi sacerdoti che siamo gli amministratori della vita sacramentale. Purtroppo, accade che, per sembrare buoni e, forse, per non perdere qualche amico di una certa importanza nella vita sociale, politica ed economica, siamo disposti ad amministrare un Sacramento anche a persone che vivono pubblicamente uno stile di vita contrario allo Spirito del Vangelo.
Come si può permettere che un camorrista o mafioso venga in Chiesa a sposarsi? Come si può permettere a un primo cittadino che promuove il gay pride si presenti in Chiesa a ricevere l’Eucarestia? Come si può permettere a un politico che ha fatto passare al parlamento leggi contrarie alla morale cristiana si presenti in Chiesa per ricevere la comunione? Come si può permettere a giovani che convivono ricevano il Sacramento della confermazione? Come si può permettere che un giovane, solo perchè ha terminato gli studi di teologia brillantemente, venga ordinato sacerdote della Chiesa di Cristo, pur venendo a conoscenza che non è un chiamato di Dio? Gli esempi possono essere moltiplicati, ma mi fermo qui per non essere prolisso.
La Chiesa non è un “Discount”. La via per ricevere i sacramenti è stretta. Certo, nessuno è degno di riceverli, ma il Signore esige la buona volontà. La buona volontà consiste nel percorrere la via della conversione, che è la via della pazienza, del perdono, della condivisione, della mitezza, della ricerca di Dio. Chi approccia la via sacramentale senza la buona volontà e lo sforzo di diventare migliore “mangia e beve la propria condanna”.
Il sacerdote che amministra i sacramenti come se fossero “cose” è più peccatore di colui che li riceve senza un’adeguata preparazione. Il sacerdote è chiamato ad essere misericordioso, ma anche serio nell’amministrare le cose di DIO. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)