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26 giugno – Vangelo (Mt 7,6.12-14) Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Come vivere questa Parola?

Il vangelo ricorda “la regola d’oro” che è presente in tutte le religioni “fare agli altri quello vorresti fosse fatto a te e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

E’ una norma chiara, presente in ogni uomo e donna ed è il primo passo verso l’amore cristiano più profondo, il nuovo comandamento datoci da Gesù (cf Gv 13,34).

Essere discepoli di Cristo esige impegno e responsabilità: quindi rispettare l’altra persona, mettersi nei suoi panni, farsene carico, anzi amarla, perché in noi si riconosca la presenza di Dio-Amore.

L’indifferenza verso l’altro è un pessimo difetto che ci impedisce di soccorrere le persone, ci rende responsabili della mancata correzione e della negligenza verso l’altro.

Oggi ricordiamo anche s. Luigi Gonzaga, che lasciò onori e ricchezze (il padre era marchese) e verso la fine della vita si dedicò alla cura degli appestati, contraendo lui stesso questa malattia. Anche un ottimo esempio di aver praticato la regola d’oro, in un periodo in cui gli appestati erano spesso abbandonati a se stessi.

S. Luigi ha veramente trovato la “strada che conduce alla vita” (cf vangelo di oggi: Mt 7,14), realizzando la carità verso il prossimo.

Signore, quando ho fame, mandami qualcuno che ha bisogno di cibo;

Quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda;

quando ho freddo, mandami qualcuno da scaldare;

quando ho un dispiacere, mandami qualcuno da consolare;

quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro;

quando sono povero, guidami da qualcuno nel bisogno;

quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;

quando sono umiliato, fa’ che io abbia qualcuno da lodare;

quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;

quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno che ha bisogno della mia;

quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui occuparmi;

quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona;

Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli, che in tutto il mondo vivono e muoiono poveri e affamati.

Dà loro oggi, usando le nostre mani, il loro pane quotidiano, e dà loro, per mezzo del nostro amore comprensivo, pace e gioia.

Madre Teresa di Calcutta.

 

Citazioni della “regola d’oro” presso altre religioni

CONFUCIANESIMO: “E’ il massimo dell’amabile benevolenza: non fare agli altri ciò che non vorresti che essi facessero verso di te” (Confucio, Analects 15.23).

GIAINISMO: “Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore, dovremmo avere cura di tutte le creature come abbiamo cura di noi stessi” (Lord Mahavira, 24° Tirthankara).

ZOROASTRIANESIMO: “Non fare agli altri ciò che è dannoso per te stesso” (Shayast-na-Shayast 13.29).

D. Mario Maritano SDB – maritano@unisal.it