Home Il sano cammino La Parola del giorno 16 maggio – VANGELO (Gv 17,11-19) Siano una cosa sola, come noi

16 maggio – VANGELO (Gv 17,11-19) Siano una cosa sola, come noi

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Come vivere questa Parola?

Sono parole che sgorgano proprio dal cuore di Dio! Parole che esprimono una forma di amore quasi ?viscerale’ verso i suoi discepoli. Gesù conoscendo la gravità dell’ora a cui i suoi saranno esposti, chiede al Padre di fare con loro quanto Egli ha fatto con Lui! Noi come Lui! È proprio il cuore di Dio-Amore che parla.
Non può non sgorgare la lode e la gratitudine. E anche l’impegno in un cammino di forte intimità con Gesù che suppone la partecipazione al suo sacrifico d’amore.

Essere consacrati nella verità vuol dire, infatti, vivere come Gesù totalmente offerti al Padre. “Per loro io consacro me stesso” viene giustamente tradotto da Bultmann con “Io mi sacrifico per loro”. E questo sacrificio, questa offerta è generata dall’amore e genera amore. Il cristiano immerso in questo oceano di dono diviene compartecipe attraverso la vita sacramentale di questa consacrazione-offerta-sacerdozio. È ciò che Gesù chiede per noi.

Partecipare di questa azione divina vuol dire entrare nell’intimità della vita trinitaria, in quella danza pericoretica dove l’amore esplode nella doxa-lode e nel dono senza fine.

Oggi, nel mio rientro al cuore, lascio che il mio cuore canti la lode, celebri l’eterna liturgia della Pasqua! Canto e prego: Alleluia alleluia alleluia!

La voce del Papa

Mi consacro – mi sacrifico: questa parola abissale, che ci lascia gettare uno sguardo nell’intimo del cuore di Gesù Cristo, dovrebbe sempre di nuovo essere oggetto della nostra riflessione.
Bendetto XVI