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20 aprile -VANGELO (Gv 6,52-59) La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Come vivere questa Parola?

Con un realismo sorprendente – tanto che i Giudei se ne scandalizzano – Gesù afferma che il vero cibo e la vera bevanda sono la sua carne e il suo sangue. Egli ci invita ad una profonda adesione alla sua persona, a Lui, ad avvicinarci a Lui per nutrirci e bere, affinché diventiamo robusti e forti nel cammino della vita.

Carne e sangue riassumono la nostra natura di persone umane: anche la nostra anima è spiritualmente composta di carne e sangue come appunto sono gioie e dolori, serenità e infelicità. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto divino che ci dà Gesù attraverso la sua Parola e la sua Eucaristia.

Unendoci a Cristo, ci uniamo anche ai fratelli e sorelle che condividono la nostra umanità, ci rendiamo disponibili alle loro esigenze e alle loro povertà.

Il tuo pane, Signore, è vero cibo e il tuo sangue vera bevanda. Dacci sempre di questo cibo.

La voce del Catechismo della Chiesa cattolica n°. 1394

Come il cibo del corpo serve a restaurare le forze perdute, l’Eucaristia fortifica la carità che, nella vita di ogni giorno, tende ad indebolirsi (…). Donandosi a noi, Cristo ravviva il nostro amore e ci rende capaci di troncare gli attaccamenti disordinati alle creature e di radicarci in lui.

D. Mario Maritano SDB – maritano@unisal.it