Home Il sano cammino La Parola del giorno IL GRANELLINO di padre Lorenzo (Gv 6,30-35)

IL GRANELLINO di padre Lorenzo (Gv 6,30-35)

IL GRANELLINO🌱
(Gv 6,30-35)
“Per caso” o “per fortuna” sono espressioni che non dovrebbero mai uscire dalla bocca di un vero cristiano. Sono espressioni pagane e non cristiane. Non ti nascondo che, nei dialoghi, devo sempre intervenire per correggere fratelli e sorelle che usano queste espressioni per ignoranza. Per noi cristiani non esiste il caso o la fortuna, ma esiste la divina Provvidenza.
C’è un mio amico che, spesso, dice: “Tutto è grazia”. Il che significa che tutto è dono di Dio. Anche se il dono ci viene dalle mani di uomo, ma è sempre Dio che distribuisce i doni e i carismi. Non fu Mosè a liberare gli Ebrei dal Faraone, ma Dio. Non fu Mosè a dare il pane e l’acqua al popolo d’Israele che camminava nel deserto, ma Dio, disse Gesù ai suoi ascoltatori. Com’è importante capire e vivere la verità che ogni dono viene dall’Alto per imparare ad essere grati anzitutto a Dio.
La Grazia non viene dall’uomo che da Dio viene chiamato ad essere strumento della sua Grazia e delle sue innumerevoli grazie. Non dire mai mai: “Padre Pio mi ha guarito!”. È Dio che ti ha guarito per intercessione di Padre Pio. Non dire mai: “Padre Giorgio, mi ha perdonato”. È Dio che ti ha perdonato attraverso il ministero di Padre Giorgio. Non dire mai: “Non avevo niente da mettere a mensa per la mia famiglia e Giulia ci ha portato il pane!”. È stato Dio che ti ha portato il pane quotidiano e non Giulia che si è fatta strumento della divina Provvidenza.
C’è un’altra espressione che molti cristiani dicono per ignoranza ed è: per sfortuna. Lo dicono quando accade un qualcosa che causa dolore e sofferenza. Leggi IL DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA di santa Caterina da Siena e comprenderai che il pane delle lacrime è anche una grazia che serve per la purificazione della nostra anima. Ce lo fa capire San Paolo quando dice: “Tutto concorre al bene di coloro che amano il Signore”.
Impariamo a dire grazie a Dio per ogni cosa e a coloro che, liberamente e per amore, si rendono strumento e portatori delle grazie del Signore. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)