Home Testimonianze UNA STORIA “PASQUALE”, È VERA, DA CONOSCERE..

UNA STORIA “PASQUALE”, È VERA, DA CONOSCERE..

Siamo negli ultimi anni, credo, dell’Ottocento e un poverissimo contadino sta lavorando al suo campo; ascolta delle grida da una palude vicina e cerca di muoversi, portando aiuto a chi sta gridando: “Help me! Aiuto! Salvami!”. Infatti, lasciando i suoi attrezzi da lavoro e inoltrandosi nella palude, vede un bambino che sta annegando nelle sabbie mobili e, mettendo a dura prova e in pericolo la sua stessa vita, salva quel bambino (vi sto raccontando un fatto veramente accaduto). Pochi giorni dopo, bussa alla sua porta un nobile: “È lei che ha salvato il bambino nella palude qualche giorno fa?”. Il contadino l’aveva già dimenticato (il bene bisogna farlo e dimenticarlo: è il male che bisogna ricordare). “Sì, sono io”. “Io sono il padre di quel bambino”. Era un nobile e si offrì di pagare gli studi al figlio di questo contadino: “È poco quello che posso fare nei suoi confronti, dal momento che lei ha salvato mio figlio”. Questo ragazzo viene avviato agli studi ed è alunno delle scuole più alte del Regno Unito; si laurea in Medicina e scopre un vaccino. Si chiamava Alessandro Fleming e inventò la penicillina. Contemporaneamente, si ammalò di polmonite il figlio del nobile che aveva pagato gli studi e, ovviamente, fu salvato attraverso questa medicina appena scoperta. Questo giovane che fu salvato dalla polmonite, figlio del nobile, il bambino che era stato salvato dal contadino, si chiamava Winston Churchill, colui che frenò la pazzia di Adolf Hitler. Un fatto veramente accaduto: un bambino salvato, degli studi pagati, la penicillina inventata, un giovane salvato, un uomo che salva il mondo.
Da dove è partita tutta questa catena di bene? Da un gesto d’amore.
Cari fratelli e sorelle, questa è Pasqua, questa è la vita pasquale: fare un gesto d’amore che certamente avrà un’eco infinita. Buona Pasqua!

(mons. Arturo Aiello, Vescovo di Avellino)