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29 marzo – GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA), Lc 4,16-21 Lo Spirito del Signore è sopra di me

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

 

Meditiamo

mons. Antonio Riboldi

Giovedì Santo

IN MATTINATA, in tutte le cattedrali della Chiesa nel mondo, ogni vescovo raduna, in modo particolare, tutti i sacerdoti della sua Diocesi, per quella suggestiva celebrazione definita “Messa del Crisma”, ossia la benedizione degli oli sacri: dei catecumeni, degli infermi e del sacro crisma. Momenti, grandi momenti, Cresima, Sacerdozio, Consacrazione episcopale, che sono, non solo la designazione e consacrazione di noi uomini nel nostro cammino vocazionale, ma sono espressioni della Forza dello Spirito. Davvero siamo “unti del Signore”.
Ed è un momento, questo, che “fa vedere” come davvero la Chiesa è Corpo di Cristo, visibile nella grande Comunione dei sacerdoti con il vescovo: è la Festa dei sacerdoti e di tutti i fedeli, uniti in comunità con il proprio vescovo. Un evento davvero grande e commovente.
A SERA: con grande solennità, come a continuare “la Cena del Signore”, ossia il dono dell’Eucarestia, nelle parrocchie viene celebrata la S: Messa definita “In Caena Domini”, ossia “nella Cena del Signore”. È la solennità della “prima Comunione” della Chiesa, rappresentata dagli Apostoli, con il Corpo e Sangue di Gesù, donato per sempre quella sera.
Una Cena che da allora non finisce mai ed è la grande manifestazione di Dio che si fa Dono, Pane di Vita, per noi: “Mistero grande della fede”. È qui che si misura quanto conta l’Eucarestia per noi: se poco o se tanto. Ognuno deve chiederselo.
Così commentava, il caro Giovanni Paolo II, il suo rapporto con l’Eucarestia, nell’Enciclica “Ecclesia et Eucarestia”.
“Da oltre mezzo secolo, ogni giorno, da quel 2 novembre 1946, in cui celebrai la prima Messa, nella cripta di San Leonardo, della cattedrale del Wawel di Cracovia, i miei occhi si sono raccolti sull’ostia e sul calice in cui il tempo e lo spazio si sono in qualche modo ?contratti’ e il dramma del Golgota si è ripresentato vivo, rivelando la sua misteriosa “contemporaneità”.
“Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel Pane e nel Vino consacrati, il divino Viandante che un giorno si mise al fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi alla luce e il cuore alla speranza”. (Dall’Enciclica sull’Eucarestia)
Oggi, siamo chiamati a vivere questo dono. Ci saremo tutti?
Vorrei che fossero nostre le parole di Pietro, davanti alle nostre difficoltà nel credere:
“Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna…Conferma la nostra fede!”