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La festa della Lingua di SANT’ANTONIO

Nel cuore del mese di febbraio c’è un giorno speciale per la Basilica di Padova. Sant’Antonio, nella sua casa, non viene festeggiato solo il 13 giugno, ma anche in occasione di una particolare ricorrenza, che cade il 15 del mese: la festa della traslazione delle reliquie del Santo, popolarmente detta Festa della lingua.

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Questo nome lo si deve a un avvenimento accaduto nel 1263, a trentadue anni dalla morte di sant’Antonio, quando i frati decisero di trasferire i suoi resti mortali nella nuova basilica costruita accanto alla chiesetta in cui era stato inizialmente sepolto. Nell’aprire la cassa di ruvido legno che conteneva le spoglie, il ministro generale dei francescani, Bonaventura da Bagnoregio (dichiarato santo da papa Sisto IV), si accorse con stupore che la lingua di Antonio era ancora intatta, senza i segni di decomposizione che avevano consumato il resto del corpo. Mostrando la preziosa reliquia ai fedeli, san Bonaventura esclamò: *«O lingua benedetta, che hai sempre benedetto il Signore e lo hai fatto benedire dagli altri, ora appare a tutti quanto grande è stato il tuo valore presso Dio»*.

Da allora le ossa del Santo sono custodite in un’urna di marmo, posta inizialmente nel mezzo della basilica sotto la cupola centrale, e dal 1350 nella cappella dell’Arca collocata sul lato sinistro della chiesa. La lingua incorrotta fu posta invece in un prezioso reliquiario ed è ancora visibile, insieme alla reliquia del mento, nella cappella circolare dietro l’abside.

Toccando la tomba di Antonio o guardando le sue reliquie, milioni di pellegrini esprimono con semplicità e fede la loro richiesta, il loro grazie, o la loro invocazione a Dio attraverso l’intercessione del Santo. Giovanni Paolo II, pellegrino al Santuario antoniano nel 1982, pregò accanto alla lingua incorrotta del Dottore Evangelico.

Anche noi possiamo festeggiare questa lieta occasione della festa della lingua nel santuario di Sant’Antonio cosiddetto “a Posillipo” che si trova a via Orazio; vi farò sapere gli orari delle Messe.
Vi ricordo che questa occasione è paragonabile all’occasione della festa del titolare, infatti si recita la “Messa propria”, per cui recandosi al Santuario, e recitandovi un Credo e un Pater noster per riaffermare la nostra identità di figli di Dio e di Cristiani; oltre alle solite condizioni essenziali; si può ottenere l’indulgenza plenaria da applicare per se stessi o un defunto.

“O LINGUA BENEDETTA”

O lingua gloriosa! O prodigiosa lingua! Il buon Dio ha voluto conservarvi miracolosamente intatta in premio dei vostri meriti su questa terra. Approfittate di questi meriti a mio vantaggio! Parlate, glorioso S. Antonio al Signore per me! Il buon Dio vi ha conservato la Lingua intatta perché parlaste una voce che eccitasse in me fiducia verso di Voi. Ed io ne ho tanta!.

Tutto da Voi mi aspetto. Perciò io mi rivolgo a Voi, perché mi otteniate questa grazia. Parlate a Dio per me; se questa grazia è per il bene dell’ anima mia, il buon Dio non ve la negherà di certo e io loderò il vostro nome soccorrendo i vostri orfanelli. Io vi ringrazierò specialmente facendo di tutto per venire in Cielo a cantare unito alla vostra Lingua  eterne lodi al nostro buon Dio. Così sia.

O lingua benedetta  che hai tanto benedetto il Signore e l’ hai fatto benedire da molti ora si vede chiaramente quanta grazia hai trovato presso Dio.

Prega per noi glorioso Sant’ Antonio,
Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

O Dio onnipotente, Tu solo compi prodigi e miracoli; fa ti preghiamo, che come hai conservata incorrotta dopo la sua morte la lingua di S. Antonio, tuo confessore, così noi per i suoi meriti ed il suo esempio possiamo sempre benedirti e lodarti. Per Cristo nostro Signore.

Amen.