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16 dicembre – VANGELO (Mt 17,10-13) Elìa è già venuto, e non l’hanno riconosciuto

Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Come vivere questa Parola?

L’uomo di Dio “non l’hanno riconosciuto e hanno fatto di lui quello che hanno voluto”. “Il Figlio dell’uomo”, modello di tutti i Profeti, “dovrà soffrire per opera loro”.

Il cuore e la mente dell’uomo, se non entra in un cammino di seria e vera conversione alla Verità, alla Purezza, all’Umiltà, rischia di ergersi ad idolo di se stesso e di non riconoscere più il Vero, il Bello, il Buono!

I profeti li abbiamo ancora oggi in mezzo a noi, anzi abbiamo anche Gesù perché – come Egli ci ha insegnato: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi…. In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Guarisci gli occhi del nostro cuore, Signore, per poterti riconoscere nei fratelli che ci metti accanto!

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La voce di Papa Francesco

A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, lo sguardo dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale. Mirare all’essenziale. Cosa significa? Mirare Gesù, guardare Gesù nell’affamato, nel carcerato, nel malato, nel nudo, in quello che non ha lavoro e deve portare avanti una famiglia. Guardare Gesù in questi fratelli e sorelle nostri; guardare Gesù in quello che è solo, triste, in quello che sbaglia e ha bisogno di consiglio, in quello che ha bisogno di fare strada con Lui in silenzio perché si senta in compagnia. Queste sono le opere che Gesù chiede a noi! Guardare Gesù in loro, in questa gente. Perché? Perché così Gesù guarda me, guarda tutti noi

Udienza giubilare, 30 giugno 2016

suor Monica Gianoli FMA – mogianna@libero.it