Home Religione Questo è il ritratto di San Uriele, il quarto dei Sette Arcangeli

Questo è il ritratto di San Uriele, il quarto dei Sette Arcangeli

Uriele (Luce di Dio in ebraico אוּרִיאֵל) Angelo Santo custode, di Santi, viene nominato due volte negli Acta Sanctorum dei Bollandisti, come celeste accompagnatore di Santa Martina – mi ha consegnato al Grande Angelo Uriele, che ha bruciato ogni mia via di fuga – e San Lactino – era infatti L’Angelo Uriele sempre ordinato da Dio alla sua custodia – . Nostro Signore Gesù Cristo, lo concede poi al Servo di Dio Giovan Vincenzo Ferreri di Palermo, rivelandogli che Uriele era stato il custode di Santa Maria Maddalena, e viene chiamato Carità di Dio. Nel 1600 Nostro Signore, in particolari episodi della vita di alcune venerabili Madri, concede Uriele in loro custodia. Alla venerabile Madre Maria di San francesco, della diocesi di Placensia (Spagna), Nostro Signore Sacramentato, dirà in un momento di particolare afflizione: “Eccoti Uriele, che ti sia di difesa”. A Madre Bianca del Gesù del Monastero dell’Olleria di Valensia, sempre Gesù Cristo , traendola in estasi le assegnerà Uriele come custode, rivelandole altresì che era uno degli Angeli di Santa Teresa d’Avila, riformatrice del Carmelo. Uriele continuerà ad apparire sempre in Spagna , alle Venerabili Anna di San Giuseppe di Segovia, e Marianna di Santa Chiara di Murcia, Villa de Mula. L’episodio più clamoroso avviene però verso la fine del secolo XVII al Venerabile Antonio Margil de Jesus, il quale avrà Uriele Arcangelo come custode, e dirà di lui: Sai figlia mia chi è il mio Angelo Custode? Uriele fuoco di Dio, che lo invia il Signore a soffiare il fuoco dell’amore di Dio sul mio cuore”. Inoltre nel Libro della Grazia Speciale Santa Metilde nota qualcosa di singolare in relazione a San Giovanni Evangelista, in riferimento alla sua festa: “Nella festa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, mentre si suonava il Mattutino, parve a quella vergine che il Signor Gesù sotto l’aspetto di un fanciullo di dodici anni circa, con gioia svegliasse le suore. San Giovanni compariva pure nel dormitorio vicino al letto di una suora che a lui era molto divota. Davanti al santo Apostolo un angelo di grande bellezza e maestà, dell’ordine dei Serafini, portava un lume, mentre una moltitudine di altri angeli, venuti ad onorare il santo Evangelista, con le loro lampade scortavano pure le suore fino al coro. Le suore che ispirate dall’amore, si alzavano con allegrezza, ricevevano una gloria molto maggiore di altre che erano mosse solo dal timore. Ma il primo angelo che specialmente rendeva omaggio a san Giovanni perché questo apostolo quaggiù aveva amato il Signore di un amore serafico, aveva di più il potere di mantenere l’amore nel cuore di tutti quelli che amano questo Santo, in considerazione della tenerezza particolare di Cristo verso di lui. Per altro, lo Spirito di Dio eccita Lui stesso questo amore negli uomini”.
Dunque, San Uriele appare tante di quelle volte che il numero delle sue manifestazione supera quelle congiunte di San Gabriele e San Raffaele.Era anche invocato da Sant’Alberto Magno nelle sue litanie: “..S. Uriele prega per noi: Padre, degnati di mandare dal cielo anche S: Uriele, che ci infiamma sempre col fuoco del tuo amore e di tutti i beni che a noi provengono dalla celeste paternità, ci renda memori e grati; e nei mali che nascono per i nostri peccati, per tua ripartizione, ci renda o cauti per tuo mezzo nel trarci in salvo o pazienti nel sostenerli; per lo stesso Nostro Signore. Amen”, da San Beda il Venerabile nella Colletta con il titolo di “protettore”, e riconosciuto ancora da Sant’Isidoro di Siviglia, “Uriele si interpreta Fuoco di Dio, così come leggiamo che il fuoco fosse apparso nel roveto” da San Bernardo, San Bernardino da Siena, San Bonaventura, da San Francesco Borgia, e da innumerevoli altri. L’archeologia cattolica ricorda che tale nome si trovò scritto in una lamina d’oro in una chiesa di Basilea restaurata dall’ Imperatore S. Enrico, che appunto aveva dedicato la medesima ai SS. Michele, Gabriele Raffaele, Uriele e a San Benedetto, ma anche un episodio, narrato dal dotto ed eminente Francesco Cancellieri, in cui il nome di Uriele fu ritrovato iscritto in un’altra lamina all’interno del sepolcro di Maria moglie dell’imperatore Onorio, nella Basilica Vaticana. Fu approvato da Leone X, nell’officio e nella Messa di San Gabriele Arcangelo, e invocato in moltissime preci in tutti i secoli. Il Papa Leone aveva inteso interpretare Uriele Arcangelo come coadivatore dell’Arcangelo Raffaele, nella preparazione della medicina spirituale “Gesù Cristo”, venuto a guarire il gregge malato. Il carattere di Uriele, si è contraddistinto per manifestazioni silenziose, in cui interviene in difesa dell’anima protetta, ottenebrata dal demonio. Proprio per queste ragioni, rispondendo ad una sua figlia spirituale , Sant’Annibale Maria di Francia disse: “S. Uriele Arcangelo”, (..) abbiatelo assai caro. È il quarto dei sette che stanno alla Divina Presenza. La parola Uriele viene da “uror” – brucio – perché quest’Arcangelo è tra i serafini e brucia di un fuoco tutto particolare di Divino Amore. Sarà forse l’Angelo che strappò il cuore alla vostra Santa. Domandategli l’ardente amore a Gesù Sommo Bene, prendetelo in compagnia nella S. Comunione….”.

PRINCIPALI APPARIZIONI CATTOLICHE
Anche Papa Leone X nel 1513 approvò il nome di Uriele concedendo all’ordine di San Francesco la possibilità di invocarlo nella Messa e nell’ Officio di San Gabriele del 24 marzo di ogni anno (Vecchia Liturgia).
Riportiamo in italiano la sequenza della messa tradotta da noi:
– Il tempo felice ha enumerato che la sua gente ha visitato, il Dio dall’alto oriente. Questo a Maria ha annunciato, e con la sua voce ha allietato, Gabriele giungente. Il cui ventre ha depurato e di virtute lo ha adombrato, lo Spirito dell’Eminente. Come virtù insigne ha innalzato e dagli assalti c’ha preservato, del nemico potente. Come i nostri peccati ha lavato, e i doni Cristo ha esteso, di virtù del Dio vivente. E la verità ci ha svelato e sulla via ci ha indirizzato, della evangelica pace. Nella quale noi abbiamo accompagnato e sono stati elargiti ai nostri compagni, virtù angeliche. Infatti gli invalidi sono stati sanati, e confortati con vigore, per mezzo di Raffaele splendente. Gli impuri sono mondati, e i mondati sono infiammati da Uriele ardente. Infine a Dio sono presentati, e con Cristo già beati da Michele esaminante. Rendici ti prego arricchiti, e rinforzati contro i nemici, prostrati e consacrati a Dio per Gabriele favorente –
Per l’ OFFICIO DI GABRIELE, pluri – approvato e pubblicato fino alla fine del sec XVIII dai successori di Pietro, presentiamo solo le invocazioni a Uriele dall’Antifona del Benedictus
– Sale già il crepuscolo, perciò inizia a splendere la luce del sole: e Gabriele ottempera ai comandi di donare la pace. Allora il cuore, i sensi e il corpo della Vergine si intimoriscono, mentre ancora si svela il segreto secondo cui partorirà l’Emanuele, che illumini coloro che giungono nelle tenebre e conduca il sentiero della pace e Uriele rischiari la via perduta –
e dall’ Ottava Lezione del III° Notturno :
– Ecco quell’uomo Gabriele in forma corporale, come lo vede Daniele, sotto una folgore profetale. Cui sopraggiunge Michele, con un evento celestiale. E la sua medicina reca Raffaele, che Uriele dona al gregge sacerdotale –

SANTA MARTINA – Atti dei Santi Tomo I° di Gennaio (1° gennaio):
“O Forte Vergine Martina, ancella del grande Dio che è nei Cieli, che custodisci i suoi precetti e mi hai spogliato del mio abitacolo e mi hai mostrato deforme (..)Tu invece mi hai scacciato, rivelandomi, perseguitandomi e assegnandomi al Fuoco dell’Inferno. Non trovo luogo verso il quale andarmene.Mi hai consegnato al Grande Angelo Uriele, che ha completamente bruciato ogni mia via di uscita.

SAN LACTINO ABATE – Atti dei Santi Tomo III° di Marzo (19 marzo):
“Queste sono le opere di san lactino per le quali risplendette la sua infanzia.quindi al quindicesimo anno della sua età, san lactino esortato dall’angelo, si diresse per imparare da comgallo abate della città di bangor [raggiunge bangor su consiglio dell’angelo] al tempo del quale era cresciuta la buona fama della religione per tutta l’irlanda. Era infatti l’angelo Uriele sempre da dio assegnato alla sua custodia,e suo inseparabile compagno di ogni tragitto, sul cui consiglio regolava i suoi costumi: e spinto anche dal suo istinto, elesse il predetto abate come suo maestro e precettore innanzi agli altri

– Beata Marianna Di Gesù:
L’Altissimo aveva elett Marianna affinchè abitasse nel Tabernacolo ardente della sua sovrana protezione, affidandole per la sua tutela e custodia, l’Arcangelo Uriele come le fu subito rivelato durante i suoi numerosi colloqui con il Signore…”.
– Stig.Suor Maria Di San Francesco
“..senti come se uscisse dal Santissimo Sacramento questa voce: Sta qui Uriele, che ti difenda
– Suor Bianca Di Gesù
“…il Signore le mostrò l’Angelo Uriele, dicendole anche che era uno di quelli che assistevano la Santa Madre Teresa di Gesù (d’Avila) e che proprio a quello l’aveva assegnata per la sua custodia e protezione..”..
– Ven. Antonio Margil
“Sai figlia chi è il mio Angelo Custode? S. Uriel, fuoco di Dio, che lo invia il Signore a soffiare il fuoco dell’amore divino, sul mio cuore”
– Suor Giovanna Maria Della Presentazione
dopo aver ricevuto la Santa Ostia dalla mano del suo pastore Dio fece conoscere il nome dell’Angelo Custode del Direttore che era Uriele, cioè la «Chiarezza di Dio».
– Madre Suor Anna Di San Giuseppe
Gli venne il desiderio di conoscere il nome del suo Angelo Custode, e il Signore glielo volle rivelare, dicendole che si chiamava Uriele
– Madre Suor Mariana Di Santa Chiara
il Santo Custode Uriele durante un colloquio mistico:“espandi il tuo cuore, che il Divino Amore ti inspirerà. Ricerca le opere di san Giovanni della Croce, e leggi il trattato che dice: Fiamma viva d’Amore: dove troverai i termini, e le metafore per spiegare quello che opera il Signore nella tua anima
– Sac. Antonio Lo Duca
“…buona nova già è stato decretato dalla ss. trinità consacrata; donde uscivano era di cornice di fuoco, quadrata, come la porta di concistoro di palazzo, l’angelo più appresso era l’arcangelo Uriele, io lo conobbi perché si rassomigliava a uno che io avea fatto dipingere di forma rossa li tempi passati
– Servo di Dio, Sac. Giovan Vincenzo Ferreri:
Giunta la mezzanotte e stanco Fra Vincenzo dell’Orazione, ma più da contrasti avuti, , udì la voce amica, e tutta celeste che gli disse: Intendimi o Giovan Vincenzo, tu sei eletto da Gesù Cristo, quando era in croce e disse Sitio. E sei una colonna di S. chiesa, ed un ornamento di lei per gli meriti della sua Santissima Passione, ed umiliati per ricevere l’Angelo Uriel. Gli disse anco che questo era l’Angelo di S. Maria Maddalena, che era Carità di Dio, che solea scaldare il petto, e dar’ispirazioni e aiuti, per convertire le genti
Beato Amadeo Da Sylva:
Il primo che vedi qui è Michele, rispetto al quale nessuno né degli uomini né degli Angeli è più degno, lui è lo stesso che lottò con il grande dragone e lo sconfisse e io Gabriele sono il secondo. Raffaele mi segue e Uriele segue Raffaele e altri a lui (..)
(..) Benedetto sia il principe Michele, primo tra tutte le creature, che con il fortissimo Gabriele scagliò nell’inferno tutti i nostri avversari. E benedetto sia lo stesso Gabriele con Raffaele e Uriele , che continuamente non cessano di procurare la nostra salvezza (..)
(..)Anche Uriele , nostro fratello disse: “Risplenda la luce di Dio in te; in che modo l’oro si è oscurato, come è potuto accadere che il Sole sia stato avvolto dalle tenebre? Come è potuto venir meno Colui che sorgeva al mattino? Chiedi venia, o misero, umiliati e ritornerà la tua luce!(..).
(..)E dunque dove è il Padre, è il Figlio e lo Spirito Santo. Ma due Serafini erano nella circonferenza del Trono ed erano sei ali ad uno e sei ali all’altro: fluttuavani a due sul capo, a due sui piedi e ne avevano due estese sulle tibie come se volassero e con voce potente gridavano: “Santo Santo Santo, Il Signore Dio Sabaoth”. Ed erano quei due Serafini, Uriele e Barachiele(..).
(..)Trasportarono perciò, con inni e cantici, il corpo di Maria nella valle di Giosafat, mescolati assieme ai Giudei increduli, mentre noi discepoli del Signore, e noi Angeli esultavamo e mentre essi ugualmente accompagnavamo, io mai la lasciai, scortato dal grande esercito degli Angeli. Tuttavia io protessi l’anima, Uriele mio fratello il corpo, nel sepolcro, e con la stessa anima, una volta spogliato il Purgatorio (di anime purganti) all’alba della stessa notte, feci ritorno nella valle di Giosafat, e da quell’anima sette volte più splendente del sole nell’ultimo suo splendore.

Fonte: https://gloria.tv