Home Il sano cammino La Parola del giorno 26 maggio – VANGELO (Gv 16,20-23) Nessuno potrà togliervi la vostra gioia

26 maggio – VANGELO (Gv 16,20-23) Nessuno potrà togliervi la vostra gioia

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

“Nessuno potrà togliervi la vostra gioia”! La gioia che ci dà Gesù è una gioia eterna, che riempie il cuore, la vita…, così da non aver più bisogno di nulla! La gioia di Gesù è la gioia di chi capisce e assapora che il dolore, il fallimento, la morte non sono l’ultima parola, ma sorgente di nuova vita. La gioia che Gesù ci dà non è frutto delle nostre conquiste orgogliose, ma dono che scaturisce dal suo Amore crocifisso e risorto ed è un dono che ci può riempire in ogni momento a condizione di mantenere il cuore aperto a ricevere e donare, aperto come quello di Gesù!
Signore, fa’ che la gioia più grande della vita sia il chiederti con consapevolezza: ” Sia fatta la tua volontà, non la mia”, perché è il segno grande di quanto mi senta tra le tue mani e di quanto mi fidi di Te. Amen.

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La voce di S. Agostino

“Ora dobbiamo spiegare quelle parole del Signore: In verità, in verità vi dico: qualunque cosa chiederete al Padre nel nome mio, egli ve la darà (Gv 16, 23). […] L’espressione: nel mio nome, non è da prendere secondo il suono materiale delle parole, ma nel senso vero e reale che il nome di Cristo contiene e annuncia. Chi dunque ha di Cristo un’idea che non corrisponde alla realtà dell’unigenito Figlio di Dio, non chiede nel nome di Lui, anche se pronuncia le lettere e le sillabe che compongono il nome di Cristo, perché quando si mette a pregare chiede nel nome di colui che ha in testa. Chi invece ha di Cristo un’idea conforme a verità, chiede nel nome di Lui, e se la sua domanda non è contraria alla sua eterna salvezza, egli ottiene ciò che chiede. Tuttavia ottiene quando deve ottenere. Vi sono infatti delle cose che non vengono negate, ma vengono differite per essere concesse al momento opportuno. Così in quelle parole: egli ve la darà, dobbiamo intendere quei benefici che sono destinati a coloro che pregano rettamente. Tutti i giusti vengono esauditi quando domandano a proprio vantaggio, non quando domandano in favore dei loro amici o nemici o di qualsiasi altro: il Signore non dice infatti genericamente darà, ma: vi darà.”

Commento al Vangelo di San Giovanni, omelia 102

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