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Poesia – I discepoli di Emmaus

Arrivi sempre.
Accanto a me.
Quando mi perdo.
Quando torno indietro.
Tu sei sempre al mio passo.
Ovunque io vada. Tu vieni.
I miei passi sono i tuoi.

Come può essere vivo chi è morto?
Come può dirsi vivo chi ho visto morto, ucciso, sepolto?
Può.
Ma non è con gli occhi che lo vedrò.
Lo devo cercare dentro di me.
In quello che so di lui.
In quello che credo di lui.
In quello che ho amato di lui.
Lo ritroverò.
Lo riconoscerò.
E scoprirò che lui è sempre stato lì.
Dove sono io.
Ed è vivo.
Da vedere.
Da contemplare.
E la notte non mette più paura.
E la strada non è più una fuga.
Quando c’è lui.
La notte è riposo.
La strada, un cammino.
Un ricovero, una casa.
Ogni uomo, un incontro.
Se c’è lui, c’è vita, c’è amore.
E i conti tornano.
E la fede è vita.

Non lo riconoscerai.
Con quello che sai.
Non lo riconoscerai.
Con quello che credi.
Non lo riconoscerai.
Con quello che senti.
Non lo riconoscerai
Con quello che vedi.
Quando ti sfamerà.
Quando ti disseterà.
Quando passerà la notte con te.
Quando sarai con lui, in casa, intimo a lui.
Allora lo riconoscerai.

Finché il cuore non arde.
Non si torna a casa.
E il cuore arde solo con te, Gesù amore mio.
E solo tu fai del mondo, casa.
E di ogni strada, un cammino per tornare.

(don Mauro Leonardo)

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