Home Il sano cammino La Parola del giorno 20 febbraio – VANGELO (Mc 9,14-29) Credo, Signore; aiuta la mia incredulità

20 febbraio – VANGELO (Mc 9,14-29) Credo, Signore; aiuta la mia incredulità

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Un padre chiede con fiducia e con umiltà di guarire il figlio tormentato da una grave malattia, considerata come possessione diabolica. Gesù interviene con la sua bontà e la sua potenza dopo che i discepoli non sono riusciti nel loro intento di liberare il ragazzo, perché essi hanno avuto poca fede. Gesù prende il giovane per mano e lo fa risorgere ad nuova esistenza.

Ai discepoli che chiedono spiegazioni, Gesù fa capire che non hanno pregato con sufficiente fede e fiducia in Dio. Solo con la fede e la preghiera ardente si possono ottenere le grazie da Dio. Se siamo chiusi nel nostro egoismo e nella nostra autosufficienza non possiamo acquisire la potenza e la benevolenza da parte di Dio.

Chiediamo a Dio, come il padre del ragazzo ammalato, di aumentare la nostra fede, spesse volte debole e difettosa, di aprire il nostro cuore alla misericordia e alla compassione per tutte le persone umane.

°°°

Signore Gesù, tu sei con noi,

vivo e vero, nell’Eucaristia.

Signore, accresci la nostra fede.

Signore, donaci una fede che ama.

Tu che ci vedi, tu che ci ascolti,

tu che ci parli: illumina la nostra mente

perché crediamo di più;

riscalda il nostro cuore

perché ti amiamo di più!

La tua presenza, mirabile e sublime

ci attragga, ci afferri, ci conquisti.

Signore, donaci una fede più grande.

Signore, donaci una fede più viva.

Giovanni Paolo II

***
La voce di un santo sacerdote

La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Io penso sempre che, quando veniamo ad adorare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, se pregassimo con fede proprio viva e con cuore totalmente puro.

Santo Curato d’Ars

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