Home Papa Francesco 65 anni di sacerdozio Benedetto XVI festeggia con Papa Francesco

65 anni di sacerdozio Benedetto XVI festeggia con Papa Francesco

Oggi, 28 Gugno 2016 si è tenuta la cerimonia solenne per il 65° anniversario di sacerdozio del Papa emerito Benedetto XVI. Nella Sala Clementina in Vaticano, la stessa dove Papa Ratzinger salutando i cardinali disse la frase “tra voi c’è anche chi sarà eletto Papa, fin d’ora prometto obbedienza al mio successore”.

Photo ALEXANDER NEMENOV/AFP/Getty Images
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E’ stato Papa Francesco ad aprire l‘incontro pronunciando un discorso nel quale ha messo chiaramente in luce la testimonianza di fede che in questi 65 anni di sacerdozio Ratzinger ha dato e continua a dare nel servire la Chiesa con lo sguardo ed il cuore sempre rivolto a Dio. Ecco il testo integrale del discorso pubblicato da Radio Vaticana: Santità, oggi festeggiamo la storia di una chiamata iniziata sessantacinque anni fa con la Sua Ordinazione sacerdotale avvenuta nella Cattedrale di Freising il 29 giugno 1951.

Photo REPRODUCTION TIMM SCHAMBERGER/AFP/Getty Images
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Ma quale è la nota di fondo che percorre questa lunga storia e che da quel primo inizio sino a oggi la domina sempre più? In una delle tante belle pagine che Lei dedica al sacerdozio sottolinea come, nell’ora della chiamata definitiva di Simone, Gesù, guardandolo, in fondo gli chiede una cosa sola: “Mi ami?”. Quanto è bello e vero questo! Perché è qui, Lei ci dice, è in quel “mi ami” che il Signore fonda il pascere, perché solo se c’è l’amore per il Signore Lui può pascere attraverso di noi: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo” (Gv 21, 15-19). È questa la nota che domina una vita intera spesa al servizio sacerdotale e della teologia che Lei non a caso ha definito come “la ricerca dell’amato”; è questo che Lei ha sempre testimoniato e testimonia ancora oggi: che la cosa decisiva nelle nostre giornate — di sole o di pioggia —, quella solo con la quale viene anche tutto il resto, è che il Signore sia veramente presente, che lo desideriamo, che interiormente siamo vicini a lui, che lo amiamo, che davvero crediamo profondamente in lui e credendo lo amiamo veramente. È questo amare che veramente ci riempie il cuore, questo credere è quello che ci fa camminare sicuri e tranquilli sulle acque, anche in mezzo alla tempesta, proprio come accadde a Pietro; questo amare e questo credere è quello che ci permette di guardare al futuro non con paura o nostalgia, ma con letizia, anche negli anni ormai avanzati della nostra vita. E così, proprio vivendo e testimoniando oggi in modo tanto intenso e luminoso quest’unica cosa veramente decisiva — avere lo sguardo e il cuore rivolto a Dio — Lei, Santità, continua a servire la Chiesa, non smette di contribuire veramente con vigore e sapienza alla sua crescita; e lo fa da quel piccolo Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano che si rivela in tal modo essere tutt’altro che uno di quegli angolini dimenticati nei quali la cultura dello scarto di oggi tende a relegare le persone quando, con l’età, le loro forze vengono meno. È tutto il contrario; e questo permetta che lo dica con forza il Suo Successore che ha scelto di chiamarsi Francesco! Perché il cammino spirituale di San Francesco iniziò a San Damiano, ma il vero luogo amato, il cuore pulsante dell’Ordine, lì dove lo fondò e dove infine rese la sua vita a Dio fu la Porziuncola, la “piccola porzione”, l’angolino presso la Madre della Chiesa; presso Maria che, per la sua fede così salda e per il suo vivere così interamente dell’amore e nell’amore con il Signore, tutte le generazioni chiameranno beata. Così, la Provvidenza ha voluto che Lei, caro Confratello, giungesse in un luogo per così dire propriamente “francescano” dal quale promana una tranquillità, una pace, una forza, una fiducia, una maturità, una fede, una dedizione e una fedeltà che mi fanno tanto bene e danno tanta forza a me ed a tutta la Chiesa. E anche mi permetto anche da Lei viene un sano e gioioso senso dell’umorismo. L’augurio con il quale desidero concludere è perciò un augurio che rivolgo a Lei e insieme a tutti noi e alla Chiesa intera: che Lei, Santità, possa continuare a sentire la mano del Dio misericordioso che La sorregge, che possa sperimentare e testimoniarci l’amore di Dio; che, con Pietro e Paolo, possa continuare a esultare di grande gioia mentre cammina verso la meta della fede”.

Photo Peter Macdiarmid/Getty Images
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Benedetto XVI al termine della cerimonia ha ringraziato Bergoglio ed i presenti indicando la strada della Divina Misericordia come unica via che porta a Dio. Ecco il testo integrale delle parole rivolte a Papa Francesco pubblicate sempre da Radio Vaticana: “Santo Padre, cari fratelli, 65 anni fa, un fratello ordinato con me ha  deciso di scrivere sulla immaginetta di RAtzingerricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Efharistomen”, convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Efharistomen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre: la Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente più che nei Giardini Vaticani, con la bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, per tutto. E speriamo che Lei potrà andare avanti con noi tutti con questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, a Gesù, a Dio”.

IL VIDEO DEL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

IL VIDEO DEL DISCORSO DI BENEDETTO XVI

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