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21 Giugno – San Luigi Gonzaga

Luigi Gonzaga nacque il 9 marzo del 1568 da Marta Tana di Sàntena e Ferrante Gonzaga, nel castello di famiglia, a Castiglione delle Stiviere. Sin da piccolo dimostrò di essere molto sensibile, intelligente e dotato di una grande forza di spirito, tanto da non abbandonarsi all’eredità dei Gonzaga fatta di avarizia, insensibilità e sete di potere. Visse in un secolo caratterizzato dagli eretici Lutero e Calvino. Fu la mamma, donna colta e di fede profonda, ad educarlo ed indirizzarlo alla preghiera ed alla carità. All’età di 10 anni venne accolto con il padre a Firenze alla corte di Francesco de’ Medici.

dataQui approfondì latino e spagnolo mentre, nei giardini di Palazzo Pitti, giocava insieme alle principessine Eleonora, Anna e Maria. Firenze segnò il futuro spirituale di Luigi che, davanti alla santissima Annunziata, si consacrò alla Madonna. Nel 1579, con Ferrante che venne proclamato principe del Sacro Romano Impero, rientra a Castiglione. La sua anima è ormai è dedita agli esercizi spirituali di sant’Ignazio. Si documentò su testi spirituali, relazioni di missionari, studiò lettere, scienze e filosofia pregò e maturò la convinzione di farsi gesuita. Il padre si oppose e tentò di dissuaderlo inviandolo presso varie corti, con la speranza che la bella vita lo dissuadesse; ma Luigi perseverò. All’età di 17 anni, il 25 novembre 1585, entrò finalmente nella Compagnia di Gesù a Roma. Studiò teologia e filosofia. Tra i suoi insegnanti ci fu San Roberto Bellarmino. Ricette gli orini minori nel 1588 in San Giovanni in Laterano. Tra il 1590 ed il 1591 Roma fu flagellata da una serie di malattie infettive che uccisero migliaia di persone, tra cui i papi Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV.

Schermata 2016-06-20 alle 23.42.00Luigi Gonzaga, con San Camillo de Lellis ed altri fratelli gesuiti, si dedicò anima e corpo all’assistenza dei più bisognosi. Ormai la malattia che l’aveva colpito da tempo lo costringeva a dedicarsi solo a quei casi dove non c’era rischio di contagio. Un giorno, camminando, trovò però in terra un uomo colpito da peste; non esitò un solo attimo, se lo caricò in spalla e lo portò in ospedale. Luigi, a soli 23 anni, morì di peste poco dopo. Era il 21 Giugno del 1591.  Il suo corpo fu tumulato nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma.

1280px-Tomb_Aloysius_Gonzaga_Sant_IgnazioIl cranio è nella basilica a lui intitolata nella natia Castiglione delle Stiviere mentre la mandibola è custodita nella Chiesa Madre di Rosolini, in provincia di Siracusa.Venne beatificato da papa Paolo V il 19 ottobre 1605. Il 31 dicembre 1726 venne canonizzato da papa Benedetto XIII. Lo stesso che lo dichiarò «protettore degli studenti» nel 1729. Nel 1926 papa Pio XI lo proclamò patrono della gioventù cattolica.

Di lui hanno detto:

  • Paolo VI – marzo 1968: “Luigi concepì la sua esistenza come un dono da spendere per gli altri”;
  • Giovanni Paolo II – giugno 1991: “Il Padre misericordioso ha concesso a Luigi d’immolare la sua giovinezza in un servizio eroico di carità fraterna”.

Preghiera di Papa Giovanni Paolo II a San Luigi Gonzaga

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Testo
S.Luigi, povero in spirito a te con fiducia ci rivolgiamo benedicendo il Padre celeste perché in te ci ha offerto una prova eloquente del suo amore misericordioso. Umile e confidente adoratore dei disegni del Cuore divino, ti sei spogliato sin da adolescente di ogni onore mondano e di ogni terrena fortuna. Hai rivestito il cilicio della perfetta castità, hai percorso la strada dell’obbedienza, ti sei fatto povero per servire Iddio, tutto a lui offrendo per amore.  Tu, puro di cuore, rendici liberi da ogni mondana schiavitù. Non permettere che i giovani cadano vittime dell’odio e della violenza; non lasciare che essi cedano alle lusinghe di facili e fallaci miraggi edonistici. Aiutali a liberarsi da ogni sentimento torbido, difendili dall’egoismo che acceca, salvali dal potere del Maligno. Rendili testimoni della purezza del cuore. Tu eroico apostolo della carità ottienici il dono della divina misericordia che smuova i cuori induriti dall’egoismo e tenga desto in ciascuno l’anelito verso la santità. Fa’ che anche l’odierna generazione abbia il coraggio di andare contro corrente, quando si tratta di spendere la vita, per costruire il Regno di Cristo. Sappia anch’essa condividere la tua stessa passione per l’uomo, riconoscendo in lui, chiunque egli sia, la divina presenza di Cristo. Con te invochiamo Maria, la Madre del Redentore. A lei affidiamo l’anima e il corpo, ogni miseria ed angustia, la vita e la morte, perché tutto in noi, come avvenne in te, si compia a gloria di Dio, che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

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